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1. Prima cappella a sinistra

Cappella dell’Annunciazione. Altare con pala di Ercole dell’Abate (1562 – 1613), Annunciazione, 1603.

RISORSE DISPONIBILI

La prima menzione di questa cappella è datata 1583, nel rogito con cui i padri benedettini la concedono a Giovanni Battista Vezzali, che già nel 1586 ne cedeva i suoi diritti ad Annibale Carandini. Il 7 novembre 1603, l’abate Zaccaria Taraschi stipulava il contratto con il pittore modenese Ercole Dell’Abate per la pala raffigurante l’Annunciazione, che tuttora vediamo collocata nella cappella. Vi è raffigurata la Madonna inginocchiata che muove il capo verso l’angelo, il quale indica in cielo il Creatore; dietro la Madonna è visibile  una sedia, su cui sono poggiate le forbici e un cestino da lavoro. La tecnica pittorica utilizzata è olio su tela. 

Si ipotizza, senza averne piena certezza, che l’opera fosse stata eseguita per la prima cappella a sinistra, poi trasferita nella terza a destra e successivamente collocata nella Cappella dell’Annunziata, dietro l’altare. Solo di recente è tornata nella sua ubicazione originaria. Le fonti storiche indicano che fu dipinta in quarantasette giorni e fu pagata 20 ducatoni.

Il paliotto raffigura la Vergine Assunta, con una ricchissima decorazione a motivi floreali e due spazi contenenti uccelli. L’opera  potrebbe essere  attribuita al frate Felice Giannelli, attivo in diverse chiese modenesi e reggiane.

Altare con pala di Ercole dell’Abate (1562 – 1613), Annunciazione, 1603

La cappella è dedicata al tema dell’Annunciazione, e al centro si trova l’altare con la pala d’altare dipinta da Ercole dell’Abate, risalente al 1603. L’opera raffigura il momento in cui l’Arcangelo Gabriele annuncia a Maria che diventerà la madre di Gesù, uno dei momenti più significativi nella tradizione cristiana. Nella pala d’altare, l’Arcangelo Gabriele è rappresentato mentre si rivolge a Maria. Gabriele è inginocchiato, in una posizione rispettosa e umile. La sua figura è rivolta verso Maria, con un’espressione serena e intensa che trasmette la solennità del momento. Indossa un abito bianco luminoso, simbolo della sua purezza e della sacralità del messaggio che porta.

Maria, dall’altro lato, appare sorpresa ma calma, con il viso rivolto leggermente verso il basso, le mani incrociate sul petto in segno di accettazione. È seduta su un trono semplice, vestita con un abito blu e un mantello rosso, simboli rispettivamente della sua purezza e del suo amore materno. Il suo sguardo esprime umiltà e devozione. Il dipinto utilizza colori caldi e luminosi per rappresentare le figure sacre, con un contrasto tra i colori chiari dell’Arcangelo e i toni più profondi e intensi degli abiti di Maria. Lo sfondo è relativamente scuro, contribuendo a mettere in risalto le figure principali e a creare un’atmosfera intima e raccolta.

Dietro Maria si intravede un leggio, su cui è appoggiato un libro sacro, un dettaglio che suggerisce la sua dedizione alla preghiera e alla parola di Dio. In alto a sinistra, una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, discende su Maria, rappresentando l’intervento divino in questo momento straordinario. L’opera di dell’Abate cattura l’essenza dell’Annunciazione: un momento di grande rispetto e meraviglia. L’uso della luce su Gabriele e l’espressione serena di Maria trasmettono un messaggio di fede e accettazione del destino divino.