Cappella dei Santi Pietro e Paolo, detta anche delle statue in terracotta di Antonio Begarelli (1499 ca. – 1565), suo monumento funebre dal 1885.
Sulla sommità: Dio Padre e due angeli;
All’interno del grande arco: in alto, Madonna col Bambino circondata da una gloria di angeli, in basso San Geminiano, San Pietro, San Paolo, San Benedetto.
RISORSE DISPONIBILI
Antonio Begarelli, scultore modenese cinquecentesco, risulta essere un grande protagonista nell’arte di modellare la terracotta, principale linguaggio scultoreo del territorio vista la mancanza di cave di marmo. L’attività artistica, che lo vide impegnato nella Chiesa di San Pietro a Modena, è considerata uno dei momenti più alti della sua produzione per potenza espressiva e precisione materica.
La pala, commissionata nel 1553 e sita in questa cappella dal 1575, era stata pensata per l’altare maggiore e secondo il contratto stipulato con i monaci, le statue centrali sarebbero dovute essere colorate mentre il resto color marmo.
L’opera, alla morte dello scultore, era rimasta incompiuta e venne conclusa dal nipote e collaboratore Ludovico; solo dal 1885 divenne monumento funebre ospitando le spoglie mortali del Begarelli.
Al centro della grande scenografia prospettica, troviamo un grande arco con la Madonna e il bambino circondati da angeli; al di sotto in piedi, San Geminiano, San Pietro, San Paolo e San Benedetto, con vesti e volti ben modellati nei volumi. Le nicchie laterali avrebbero dovuto ospitare le statue di Santa Giustina e Santa Scolastica con due putti ma rimasero vuote. Ad oggi, purtroppo, l’opera si trova in condizioni conservative non ottimali e per una lettura critica e puntuale si auspica un possibile futuro restauro.
Ancona in terracotta di Antonio Begarelli (1499ca. – 1565), suo monumento funebre dal 1885.
L’Ancona è un’opera monumentale, composta da un’ampia struttura ad arco a tutto sesto sostenuta da quattro colonne decorate con motivi vegetali. Queste colonne, con i loro capitelli riccamente lavorati, delimitano la scena centrale e conferiscono all’opera un aspetto imponente e solenne. In cima alla struttura, si trova la figura di Dio Padre raffigurato a mezzo busto. Ha le mani rivolte verso il cielo, come in segno di invocazione, e il suo volto è incorniciato da un’aureola triangolare, simbolo della Trinità. Ai lati di Dio Padre, ci sono due angeli, che lo affiancano in un atteggiamento di devozione, contribuendo a creare una composizione elevata e sacra che domina tutta l’Ancona. All’interno dell’arco, in posizione centrale e sopraelevata, si trova la Madonna col Bambino. La Vergine è circondata da una gloria di angeli, che la avvolgono in un’aura di luce e spiritualità. Questa collocazione centrale, all’interno dell’arco e sopra le figure dei santi, rappresenta Maria come intermediaria tra i fedeli e il cielo, una figura che suscita venerazione e raccoglimento. Sotto la Madonna col Bambino, distribuiti su una linea, ci sono quattro santi, ciascuno riconoscibile per i propri attributi iconografici. Da sinistra a destra, troviamo:
- San Geminiano, patrono di Modena, vestito da vescovo con mitra e abiti ecclesiastici.
- San Pietro, che si distingue per le chiavi che tiene con sé, simbolo del potere della Chiesa.
- San Paolo, rappresentato con la spada, attributo che richiama il suo martirio e il suo ruolo di diffusore del cristianesimo.
- San Benedetto, riconoscibile per i suoi abiti vescovili e per il bastone e il libro che tiene in mano, simbolo del suo ruolo di fondatore dell’Ordine benedettino e guida spirituale.
Questi santi sono raffigurati con lo sguardo rivolto verso l’alto, come se fossero in atteggiamento di adorazione e preghiera verso la Madonna col Bambino. Alcuni di loro indicano anche verso la Madonna, invitando il fedele a rivolgere lo sguardo verso l’alto e a contemplare il ruolo salvifico di Maria e del Cristo. Quest’opera di Begarelli rappresenta un’opera di grande spiritualità, in cui la disposizione dei santi e la centralità della Madonna col Bambino invitano il fedele a un viaggio di contemplazione che va dalla terra al cielo, accompagnato dai simboli e dai santi che sostengono la fede. La scelta dei materiali in terracotta, dipinta poi di bianco per simulare il marmo, dona una morbidezza ai volti e ai dettagli, rendendo l’Ancona calda e umana, in linea con lo stile di Begarelli, noto per l’abilità nel modellare la terracotta in forme espressive e naturali.
Ancona o Altare delle Statue
Di pale d’altare ne avrete già viste. Quei dipinti sacri, spesso su tavola lignea, che soprattutto durante medioevo e rinascimento erano posti sopra o dietro gli altari.
In questa maestosa opera, Begarelli utilizza la scultura, al posto del disegno e dei consueti mezzi pittorici, per creare una pala d’altare. A riprova di questo sappiamo che, nel piano iniziale, le quattro figure dei santi Pietro, Paolo, Geminiano e Benedetto, alla base della rappresentazione, avrebbero dovuto essere dipinte con colori naturali, e non bianche ad imitazione del marmo come avveniva solitamente e come previsto per la Vergine in gloria ad essi sovrastante. Inoltre, la decorazione entro la quale il gruppo scultoreo è racchiuso, dona ancora di più l’idea di un’immagine isolata, incorniciata come si farebbe appunto per un dipinto. La scultura si fa dunque dipinto grazie alle scelte cromatiche e compositive.
L’opera, tuttavia, non fu completata secondo l’indirizzo originale per via della morte dell’artista, avvenuta nel 1565, sebbene fu proseguita poi dal nipote Ludovico e da altri scultori.
Fu l’ultimo lavoro del maestro per il monastero di San Pietro. E Antonio Begarelli si trova ancora qui. Lo spazio che un tempo occupava l’altare, dalla fine dell’Ottocento ospita il suo sepolcro. Il maestro riposa accanto al suo lavoro incompiuto e ci lascia con un dubbio in sospeso: chissà quale sarebbe stato il suo ultimo tocco per questa maestosa pala d’altare?




