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17. Sesta cappella a destra

Cappella già di San Giacomo o dell’Orazione nell’orto.
Pala di Gian Gherardo dalle Catene (1482 ante- 1542 ca.) Madonna con il bambino in gloria e i santi Giovanni Battista e Luca (pala Castelvetro), 1522-23.

RISORSE DISPONIBILI

La pala, commissionata da Francesco Maria Castelvetro, è attribuita a Gian Gherardo delle Catene, documentato a Modena dal 1522 al 1528. L’artista si inserisce in un clima artisticamente sperimentale nel secondo decennio del Cinquecento con contaminazioni provenienti dalla Roma di Raffaello e da artisti attivi nel panorama emiliano, come il Dosso Dossi e Benvenuto Tisi detto Garofalo.

Nella pala è raffigurata la Vergine con il Bambino circondata da angeli, inseriti in effetti cromatici come lo sfumato arcobaleno. A sinistra, San Giovanni con la croce e il manto rosso, a destra, San Luca in abito color ocra e manto verde. Un disteso e arioso paesaggio collinare fa da sfondo ai due santi con qualche folata di vento che piega le fronde in lontananza.

Di quest’opera si ha un documento in cui vengono indicati la data, 1522, ed il compenso pattuito. Il contratto presenta una strana clausola; la quale prevede che se il quadro fosse risultato di maggior valore, l’artista non avrebbe preteso la maggiorazione del compenso stabilito, se fosse risultato invece di minor pregio, avrebbe restituito la differenza.

Pala di Gian Gherardo dalle Catene (1482 ante- 1542 ca.) Madonna con il bambino in gloria e i santi Giovanni Battista e Luca (pala Castelvetro), 1522-23.

La pala si sviluppa su due livelli principali: in alto, la Vergine Maria col Bambino Gesù è posta in una posizione centrale e sopraelevata, mentre in basso a sinistra e a destra compaiono i santi Giovanni Battista e Luca. La Madonna è raffigurata seduta su una grande nuvola che la sostiene in cielo, con un’aura luminosa gialla alle sue spalle, un bagliore che ne accentua la sacralità e l’importanza. Maria guarda con espressione serena e amorevole verso i santi sottostanti, con uno sguardo che sembra abbracciare anche chi osserva l’opera. Il Bambino Gesù è rappresentato in piedi accanto alla Madonna, sul bordo della stessa nuvola. Anche lui rivolge lo sguardo verso il basso, creando una connessione visiva tra il cielo e la terra, simbolizzando la protezione divina che scende sui santi e sul paesaggio. In basso, immersi in un paesaggio ricco di dettagli naturali e architettonici tipici di un ambiente italiano, troviamo San Giovanni Battista e San Luca. San Giovanni Battista si trova a sinistra ed è riconoscibile dal bastone che culmina con una piccola croce, a cui è avvolto un cartiglio (spesso legato alla scritta “Ecce Agnus Dei” nelle raffigurazioni tradizionali). È raffigurato come un uomo di mezza età con barba folta e capelli ricci, indossando un mantello rosso acceso sopra una veste semplice con la leontea, la pelle di animale, tipica dei ritratti ascetici del Battista. Con la mano sinistra, Giovanni indica verso l’alto, verso la Madonna, invitando chi osserva l’opera a sollevare lo sguardo e riconoscere la gloria divina. San Luca, invece, è raffigurato sulla destra in atteggiamento pensoso e concentrato con il suo sguardo rivolto verso l’alto, nell’atto di scrivere su un grande libro, un riferimento al suo ruolo di evangelista e alla tradizione che lo vuole autore del Vangelo di Luca. È rappresentato come un uomo anziano con barba bianca e con un’aureola. Indossa un abito rosso con un mantello verde. Alle sue spalle, in lontananza, si intravede un bue, suo attributo iconografico tradizionale, simbolo della pazienza e della determinazione, nonché uno dei quattro esseri viventi associati ai quattro evangelisti. I colori utilizzati nella pala sono caldi e intensi, soprattutto nei mantelli dei santi e nel bagliore dietro alla Vergine. Il paesaggio è molto dettagliato, con vegetazione rigogliosa e un’architettura cittadina che si perde nella lontananza, creando un senso di profondità e spaziosità. Questo paesaggio tipico italiano colloca i santi e la Madonna in un ambiente familiare e accessibile ai fedeli, rappresentando una sacralità vicina e protettiva. Quest’opera esprime un forte senso di continuità tra cielo e terra. La Madonna in gloria, elevata ma amorevolmente connessa ai santi, incarna la protezione divina, mentre i santi Giovanni e Luca rappresentano rispettivamente l’ascetismo e la sapienza, qualità che invitano chi osserva l’opera a riflettere sulla fede e sulla dedizione al sacro.