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19. Quarta cappella a destra

Cappella di Santa Maria Maddalena, già di Sant’Agnese.
Altare con pala di Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino (1550-1620).

RISORSE DISPONIBILI

Questa cappella ebbe diverse dispute giuridiche e solo all’inizio del Seicento il nuovo proprietario, Geminiano Sandonati, cambiò il titolo dell’altare dedicandolo a Maria Maddalena e sostituendolo all’opera precedente. L’ancona, attribuita al pittore ferrarese Ippolito Scarsella, raffigura Maria Maddalena in piedi con le mani giunte in preghiera, il viso illuminato e rivolto verso due piccoli angeli. Da notare la frusta appoggiata sulla roccia come sintomo di una rigida iconografia, specchio  del pentimento cristiano e  del clima culturale della controriforma. 

Al centro del paliotto troviamo un’immagine di Maria Maddalena derivante da un’ incisione ad acquaforte e bulino di Annibale Carracci. La scena centrale è inserita in un cartiglio da cui partono due cornucopie e un gioco di volute vegetali dai toni tenui. L’autore non è facilmente identificabile.

Altare con pala di Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino (1550-1620) (bottega di) Maddalena orante

L’opera si concentra sulla figura centrale di Maria Maddalena, rappresentata mentre prega con intensa devozione, rivolgendo lo sguardo verso l’alto. Maddalena è avvolta in un mantello rosa che copre in parte il suo corpo, mentre i suoi lunghi capelli biondi scendono sulle spalle, coprendole il petto e accentuando un aspetto di semplicità e penitenza. Una luce celestiale illumina il corpo della santa, proveniente da in alto a sinistra, dove due piccoli angeli su una nuvola aprono uno squarcio nel cielo nuvoloso. Questa luce simboleggia la grazia divina che giunge come risposta alla devozione della Maddalena e infonde un senso di trascendenza. A destra di Maddalena troviamo alcuni simboli che alludono alla sua penitenza e alla caducità della vita umana:

  • Un piccolo crocifisso, che simboleggia il sacrificio di Cristo, oggetto di meditazione per la santa.
  • Una frusta, simbolo della disciplina e della penitenza, elemento comune nelle rappresentazioni di santi eremiti o penitenti.
  • Una clessidra, emblema del tempo che scorre, ricordando la transitorietà della vita.
  • Una pisside o ampolla, oggetto sacro che potrebbe contenere balsami o profumi, alludendo al gesto della Maddalena di ungere i piedi di Cristo.

In primo piano, sulla sinistra, troviamo un altro elemento simbolico: un teschio che regge un libro aperto. Il teschio è un memento mori, un richiamo alla mortalità e alla necessità di pentirsi e volgere il pensiero a Dio. Alle spalle della santa, si apre un paesaggio naturale ricco di dettagli, che include un fiume serpeggiante e un ponte sul quale compaiono piccole figure. Il ponte, simbolo di passaggio o transizione, collega la scena intima della preghiera della santa con il mondo esterno, suggerendo che la vita contemplativa della Maddalena è inserita in un contesto di realtà umana. In lontananza si scorge un paesaggio montuoso, che crea profondità e invita a riflettere sul legame tra la natura e il divino. I colori sono delicati e armoniosi, con il rosa del mantello della Maddalena che si distingue su tonalità più sobrie e naturali del paesaggio. La luce proveniente dall’alto evidenzia il volto e il corpo della santa, aggiungendo un effetto di sacralità e devozione. Questa pala è un’ode alla penitenza e alla meditazione sulla caducità della vita, in cui la Maddalena appare come simbolo di redenzione e rinnovamento spirituale. Gli oggetti simbolici posti accanto alla santa guidano chi osserva verso una riflessione sulla vanità e sull’importanza di mantenere uno spirito devoto. Il paesaggio ricco di dettagli naturali e architettonici, infine, suggerisce un universo in cui la realtà terrena e il divino sono intimamente connessi.