Cappella già di San Gregorio Magno, con pala di Giovanni Battista Guzzaletti (1726 – 1786), San Pietro resuscita Tabita (copia da Giacinto Brandi, 1621 – 1691).
RISORSE DISPONIBILI
Il dipinto, raffigurante San Pietro resuscita Tabita, ha un’ attribuzione e una datazione incerta: si ipotizza la sua esecuzione per mano di Giovanni Battista Guzzaletti, artista modenese che trasse probabile ispirazione dalla parte inferiore dell’Apoteosi di Sant’Ignazio, dipinta da Giacinto Brandi.
Pala di Giovanni Battista Guzzaletti (1726 – 1786) (?), San Pietro resuscita Tabita (copia da Giacinto Brandi, 1621 – 1691)
La pala d’altare raffigura il momento in cui San Pietro compie il miracolo della resurrezione di Tabita. Al centro dell’opera, San Pietro è rappresentato mentre si trova accanto al corpo disteso di Tabita, una donna riconosciuta per la sua bontà e carità verso i poveri. La scena coglie il momento in cui San Pietro, con un gesto solenne, ordina a Tabita di alzarsi.
San Pietro è dipinto con una postura autorevole ma compassionevole. Il volto di San Pietro è concentrato, con uno sguardo fermo e ispirato dalla fede. Indossa una veste tradizionale dai toni spesso ricorrenti nei dipinti sacri: un mantello ampio, generalmente rosso o ocra, che simboleggia l’ardore della fede e il suo ruolo apostolico.
Tabita è raffigurata distesa su un giaciglio ai piedi di San Pietro. La sua espressione è pacifica, con gli occhi chiusi o appena socchiusi, il che riflette la delicatezza del momento della resurrezione. Attorno a lei, altri personaggi, esprimono sorpresa e gratitudine per il miracolo.
La scena è illuminata da una luce che sembra provenire dall’alto, accentuando la presenza divina e concentrandosi sulle figure principali di Pietro e Tabita. I colori sono intensi ma sobri, con toni caldi su Pietro e un’illuminazione delicata sulla figura di Tabita. Il contrasto tra le ombre circostanti e la luce che circonda le figure centrali contribuisce a evidenziare il momento sacro. Alcuni dei presenti indossano abiti semplici, indicando la loro condizione di persone umili e devote.
L’opera sottolinea il potere della fede e della carità, simboleggiato dalla resurrezione di una donna amata per la sua generosità. La figura di San Pietro, autorevole e ispirata, rappresenta il potere divino che agisce attraverso i santi, mentre la scena nel complesso comunica un senso di speranza e compassione.


