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20. Terza cappella a destra

Cappella di Santa Maria Maddalena, già di Sant’Agnese.
Altare con pala di Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino (1550-1620).

RISORSE DISPONIBILI

La pala, datata secondo decennio del XVI secolo, non ha un’attribuzione certa poichè il substrato culturale e artistico pare orientato sia verso la pittura ferrarese, sia quella mantovana e modenese, che intercettiamo nella predella. 

Il paliotto, databile metà XVII secolo e attribuito a Marco Mazzelli, raffigura al centro la Pietà richiamando la cimasa del dipinto. La cornice è ricca di motivi floreali, vegetali su fondo nero.

Altare con pala del Maestro di Celano Palumi (attivo nel primo quarto del secolo XVI), Madonna col Bambino in gloria e i santi Sebastiano e Gregorio Magno; nella predella: Storie della vita di San Sebastiano.

La pala d’altare mostra la Madonna col Bambino raffigurata al centro, nella parte superiore dell’opera, all’interno di un’aureola di nuvole circolari che creano una cornice celeste attorno a lei e al Bambino. La Madonna, in atteggiamento raccolto e sereno, è seduta mentre legge, affiancata dal piccolo Gesù Bambino, che si erge in piedi vicino a lei e osserva la scena.

In basso, ai lati della Madonna e del Bambino, sono presenti due santi importanti:

  • San Sebastiano, a sinistra, è rappresentato in armatura riccamente decorata, simbolo di protezione e forza. Tiene uno scettro nella mano destra e una freccia nella sinistra, un richiamo al suo martirio e alle frecce che lo trafissero, rendendolo uno dei santi più popolari nel culto cristiano.
  • San Gregorio Magno, a destra, è raffigurato nell’atto di guardare lo spettatore. Porta i paramenti papali completi di tiara, guanti e libro aperto, simbolo della sua saggezza e ruolo di grande teologo. Sopra la sua testa, la colomba, emblema dello Spirito Santo, indica la sua ispirazione divina e la sua autorità spirituale.

La scena si svolge in un paesaggio collinare arricchito da città fortificate in lontananza, alludendo al contesto spirituale e terreno dei santi. La luce naturale è diffusa sul paesaggio, mentre gli angoli intorno ai santi sono in ombra, evidenziando i loro volti e le loro espressioni in modo che risaltino. Nella predella sotto la pala principale, troviamo due episodi significativi della vita di San Sebastiano:

  1. Sebastiano tra i soldati a cavallo – In questa scena, un gruppo di soldati si raduna a cavallo, guidato da un ufficiale che sembra impartire ordini, probabilmente Diocleziano. È possibile che questa scena rappresenti il momento dell’arresto di San Sebastiano, in quanto è circondato da autorità militari.
  2. Sebastiano alla colonna – San Sebastiano è raffigurato legato a una colonna, circondato da un paesaggio naturale. Gli arcieri sono pronti a scoccare le frecce che lo feriranno, simboleggiando il suo martirio e il suo sacrificio per la fede. La natura circostante crea un’atmosfera silenziosa e di raccoglimento. 

La pala celebra il legame tra la Madonna e il mondo celeste e la fede dei santi, rappresentando un equilibrio tra gloria celeste e sofferenza umana. La rappresentazione della Madonna col Bambino in gloria è un tema comune nelle pale d’altare del Rinascimento, enfatizzando il ruolo della Vergine come mediatrice tra il cielo e la terra. La presenza dei due santi, con i loro simboli e dettagli iconografici, arricchisce l’opera, offrendo uno sguardo sulla storia della cristianità e sulla devozione. Le scene della predella illustrano momenti cruciali della vita di San Sebastiano, invitando chi osserva a riflettere sul suo sacrificio e sul tema della fedeltà alla fede anche di fronte alla sofferenza.