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22. Prima cappella a destra

Cappella del Battistero. Pala di Carlo Rizzi (1685-1759), San Liborio, Santa Maria Maddalena e angeli in volo che reggono l’immagine della Madonna della Ghiara, 1730 ca.

Fonte battesimale a forma di pisside con vasca e coperchio strigilati, 1532 ca.

RISORSE DISPONIBILI

Questa cappella è sempre rimasta di proprietà del monastero perché sede del fonte battesimale, collocato qui nel 1532. La vasca battesimale è in marmo giallo di Verona; secondo le testimonianze di Tommasino Lancellotti, il manufatto era all’epoca considerato “ il più bel bateximo de Modena ”.

La pala, attribuita a Carlo Rizzi, è stata collocata in questa cappella in seguito alla distruzione di un’altra chiesa modenese durante i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale. Sono  raffigurati, il Santo Vescovo di profilo, la Maddalena in meditazione e due angeli che reggono l’immagine della Madonna della Ghiara. 

Sotto al quadro troviamo un paliotto in scagliola, risalente agli inizi del XVIII secolo, raffigurante il Battesimo di Gesù. La decorazione floreale incornicia la scena ed è interrotta, solo nel lato superiore, da una maschera antropomorfa.

Pala di Carlo Rizzi (1685-1759), San Liborio, santa Maria Maddalena e angeli in volo che reggono l’immagine della Madonna della Ghiara, 1730 ca.


In quest’opera suggestiva, San Liborio è raffigurato in primo piano, seduto su un’ampia scalinata. Indossa veste vescovile con un lungo mantello ornato da raffinati dettagli dorati, simbolo della sua dignità ecclesiastica. San Liborio ha un atteggiamento di profonda venerazione: con le mani portate al petto e lo sguardo rivolto verso l’alto, è immerso in contemplazione.

Accanto a lui, sulla destra, si distingue un angelo seduto su un gradino, che tiene tra le mani la tiara vescovile e il pastorale posto su di un gradino: questo dettaglio suggerisce la scelta di San Liborio di rinunciare ai simboli del potere terreno, indicando un atteggiamento di umiltà e devozione. Sopra di lui, su una nube, angeli in volo reggono un tondo che racchiude l’immagine della Madonna della Ghiara con il Bambino. Accanto a San Liborio, sempre sulla destra e sull’ultimo gradino della scalinata, appare Santa Maria Maddalena. È rappresentata in atteggiamento di estasi, con lo sguardo rivolto verso l’alto, dove si trova l’immagine sacra della Madonna. Vestita con un lungo mantello brunito e una veste bianca, simboli di penitenza e purezza, tiene tra le mani una croce, che rappresenta la sua profonda conversione e il suo amore per Cristo. In alto, su una nube luminosa, si posano gli angeli che sorreggono l’immagine della Madonna della Ghiara, un dipinto in formato tondo in cui la Vergine appare con il Bambino. Questa immagine è venerata come icona miracolosa e simbolo di protezione divina. La luce e la delicatezza con cui gli angeli circondano il quadro sacro enfatizzano il carattere celestiale e l’importanza della Madonna. La pala di Carlo Rizzi unisce il tema della devozione alla Madonna con la venerazione e l’umiltà di San Liborio, un santo noto per il suo amore per i poveri e gli ammalati. Anche la presenza di Maria Maddalena, una figura di penitenza e redenzione, sottolinea la potenza della fede e la possibilità di trasformazione spirituale. In questo quadro, si percepisce una forte simbologia: la rinuncia ai simboli materiali, la contemplazione dell’immagine sacra, e l’ascesa verso la divinità rappresentano il cammino spirituale di chi si dedica completamente alla fede e all’adorazione della Vergine.