Cappella di San Girolamo. Altare con pala di Francesco Bianchi Ferrari (1460 ca. -1510), Madonna col Bambino in trono e i santi Girolamo e Sebastiano.
Nella predella: Storia della vita di San Girolamo.
RISORSE DISPONIBILI
La cappella di San Girolamo è una delle poche che ha mantenuto il suo assetto decorativo originario. Si attribuisce la proprietà alla famiglia Benedelli già nel 1514, grazie alla presenza dello stemma araldico nell’architrave della cornice lignea, e alla presenza di un sepolcro con la tumulazione di Bartolomeo.
Tra le ipotesi non certe, vi è l’idea che il committente possa essere stato Girolamo Benedelli, il quale porta lo stesso nome del santo presente nella parte sinistra del dipinto e protagonista delle scene illustrate nella predella.
Questo dipinto è il più antico all’interno della chiesa e raffigura nella cimasa il Padre Eterno benedicente, mentre al centro, la Vergine con il Bambino, siede in trono con sotto tre angeli musici. A sinistra, San Girolamo con la veste rossa regge il crocifisso, a destra vediamo San Sebastiano trafitto.Il paliotto in scagliola policroma, datato fine XVII secolo e attribuito al maestro Marco Mazzelli, raffigura San Francesco orante. L’ipotesi più accreditata è che sia stato trasferito nella cappella dopo i danni causati dei soldati napoleonici nel 1814.
Pala di Francesco Bianchi Ferrari (1460 ca. – 1510), Madonna col Bambino in trono e i santi Girolamo e Sebastiano; nella predella: Storia della vita di San Girolamo; nella cimasa: Padre Eterno benedicente, 1506
La pala centrale rappresenta la Madonna col Bambino in trono, circondata da San Girolamo e San Sebastiano. La Madonna è seduta su un trono elevato, con il piccolo Gesù in braccio; entrambi emanano un’aura di serenità e dolcezza. La Madonna indossa un mantello in toni di blu intenso, simbolo della purezza e dell’amore materno, mentre il Bambino è raffigurato con una veste leggera, bianca, indicativa della sua natura divina. San Girolamo si trova accanto alla Madonna, identificabile dal tipico abito da eremita e dalla presenza del Crocifisso sulla mano destra. Il suo volto è serio e concentrato, con tratti che suggeriscono saggezza e penitenza. San Sebastiano, dall’altro lato, è raffigurato come un giovane con il torso scoperto, simbolo del martirio, e mostra i segni delle frecce che furono il simbolo del suo martirio. La predella è composta da una serie di riquadri, ciascuno raffigurante un episodio significativo della vita di San Girolamo, presentato con realismo e dettaglio da Francesco Bianchi Ferrari. Tra essi ne ricordiamo due:
- San Girolamo nel Suo Studio
Nel primo riquadro, San Girolamo è rappresentato seduto in un ambiente di studio. È assorto nella scrittura, con un libro aperto davanti a sé e un’espressione concentrata, evidenziando la sua dedizione alla traduzione delle Sacre Scritture in latino. L’ambiente è semplice, forse con scaffali di libri o pergamene attorno a lui, per enfatizzare il suo impegno intellettuale e spirituale. - L’Incontro con il Leone
Il secondo riquadro mostra un famoso episodio della leggenda di San Girolamo: il suo incontro con un leone ferito. San Girolamo è raffigurato nell’atto di avvicinarsi al leone con compassione e calma. Il leone solleva una zampa, che Girolamo accoglie con delicatezza per curarla. Questo gesto di misericordia rappresenta la sua bontà d’animo e la sua comunione con tutte le creature viventi, trasformando il leone in un compagno fedele.
Nella parte superiore della pala, la cimasa raffigura il Padre Eterno benedicente, un’immagine di Dio con la mano alzata in segno di benedizione. La figura di Dio è circondata da un alone di luce dorata, simbolo di divinità e sacralità, e guarda benevolo verso il basso, come per proteggere e benedire le figure sottostanti. La scena centrale è caratterizzata da colori profondi e armoniosi: i toni del blu, del rosso e dell’oro risaltano, donando solennità alla scena. La luce è diffusa e morbida, conferendo al dipinto un’atmosfera di pace e sacralità, mentre i santi appaiono immersi in una contemplazione silenziosa e rispettosa. La pala d’altare di Bianchi Ferrari celebra l’intercessione dei santi e il legame tra cielo e terra. La Madonna con il Bambino rappresenta la compassione e la grazia divina, mentre San Girolamo e San Sebastiano simboleggiano, rispettivamente, la sapienza e la forza del martirio. La presenza del Padre Eterno benedicente nella cimasa rinforza l’idea della protezione divina sui fedeli.


