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6. Sesta cappella a sinistra

Cappella già di San Luca, con pala di Giovanni Taraschi (? – 1563), Orazione nell’orto.

RISORSE DISPONIBILI

L’opera, inizialmente sita nella cappella di destra per quasi tre secoli, venne ceduta all’Accademia di Belle Arti nel 1866; solo recentemente è stata ricollocata qua.

La pala, raffigurante “L’orazione nell’orto”, presenta forme eleganti e colori vivaci. La scena si sviluppa verticalmente con i tre apostoli assopiti, sovrastati da Gesù inginocchiato. Quest’ultimo, con accettazione riceve il calice offerto da un angelo su una nuvola, dalla quale si intravedono anche Giuda ed i soldati.

Pala di Giovanni Taraschi (? – 1563), Orazione nell’orto

La pala raffigura la scena evangelica dell’agonia di Gesù nel Giardino del Getsemani

E’ divisa in due fasce distinte, che rappresentano due momenti della stessa scena.

  • Fascia Superiore: nella parte superiore della pala, Gesù è raffigurato in ginocchio mentre prega intensamente, con un’espressione di profonda sofferenza e devozione. Un angelo appare davanti a lui, sospeso in aria, appena sopra il suolo, e gli porge un calice. Questo gesto simboleggia l’accettazione della volontà divina e il sacrificio imminente. L’angelo ha un’espressione benevola e compassionevole, trasmettendo consolazione e forza a Gesù in un momento di grande tormento.
  • Fascia Inferiore: nella fascia inferiore della pala, sono raffigurati tre apostoli distesi con posture rilassate e con il capo reclinato, in uno stato di profondo sonno. Le loro vesti sono morbide e fluide, dipinte con colori caldi che trasmettono un senso di tranquillità, in netto contrasto con la tensione della scena soprastante. L’immagine degli apostoli addormentati simboleggia l’incapacità umana di comprendere appieno la sofferenza e il sacrificio di Gesù in quel momento cruciale. Al centro Pietro  raffigurato con una fisionomia robusta e una barba bianca, rappresenta la forza e la leadership, ma anche la fragilità umana, poiché poco dopo questo episodio rinnegò Gesù tre volte. La sua presenza addormentata riflette sia il suo amore per Gesù sia la sua difficoltà nel comprendere la portata degli eventi in atto.

A destra Giacomo il Maggiore, fratello di Giovanni, raffigurato con tratti simili a quelli di suo fratello. Giacomo rappresenta l’apostolo zelante, simbolo di fervore e sacrificio, in quanto fu uno dei primi martiri tra gli apostoli. Nella scena, il suo sonno è un segno di mancata vigilanza spirituale. A sinistra Giovanni, generalmente raffigurato come giovane e senza barba, rappresenta l’amore e la purezza. È il discepolo prediletto di Gesù e colui che sarà ai piedi della croce con Maria durante la crocifissione. Il suo sonno simboleggia l’incapacità di comprendere appieno il sacrificio imminente, pur essendo colui che Gesù ama particolarmente.

I colori della pala sono molto caldi e vivaci, con tonalità che vanno dai rossi e ocra intensi delle vesti, ai toni bruni del paesaggio circostante, caratterizzato da una ricca vegetazione. Questi colori creano un effetto di contrasto tra la serenità apparente degli apostoli addormentati in basso e la drammaticità della scena superiore. La luce si concentra sulla figura di Gesù e dell’angelo, conferendo loro un’aura sacra che accentua la dimensione divina del momento.

La pala di Giovanni Taraschi mette in evidenza l’aspetto umano e divino della figura di Gesù. La presenza dell’angelo e del calice rappresenta la sua accettazione del sacrificio e il compimento della volontà di Dio. La contrapposizione tra Gesù e gli apostoli addormentati esprime l’isolamento spirituale di Gesù, lasciato solo a confrontarsi con la sua missione. L’opera invita alla contemplazione e al riconoscimento del coraggio e della forza della fede di fronte alla sofferenza.