Cappella del Crocifisso, già di San Michele poi di San Giovanni Battista.
Altare con pala con Crocifisso in stucco policromo di scultore emiliano attivo agli inizi del XVI secolo; ai lati: la Madonna e San Giovanni, di pittore del secolo XIX.
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Il crocifisso policromo fu posizionato nell’ottava cappella, circa a metà del XIX secolo. Il manufatto è stato sottoposto recentemente ad attività di restauro che hanno stabilito non essere ligneo ma realizzato in stucco policromo. Fu inizialmente attribuito ad uno scultore tedesco del XVI secolo, ma l’attribuzione venne poi orientata verso un autore locale.
Dell’opera raffigurante “San Giovanni Battista che battezza il Redentore nel Giordano, con San Michele Arcangiolo in alto, che trafigge il Dragone” si perdono le tracce in età napoleonica e probabilmente l’opera fu commissionata, nel 1542 a Dosso Dossi, ma arrivò a Modena imperfetta per la scomparsa del pittore.
La cappella, prima di appartenere alla famiglia Pazzani dal 1575, si presume fosse di proprietà della famiglia Grassetti. Il sarcofago marmoreo, contenente le spoglie del filosofo Simone Grassetti , era originariamente collocato in questa cappella; ora sito sopra la porta di sinistra entrando in chiesa. Nel 1612, il giureconsulto Fulvio Pazzani indicava la volontà di essere sepolto nella cappella “ in una cassa di marmo posta per metà sotto terra e metà sopra” lasciando un’ entrata di quindici ducatoni l’anno.
Il paliotto è datato 1681 e raffigura la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco. La scena, che riporta l’attimo antecedente la caduta da cavallo dopo l’apparizione del lampo divino, è sita dentro una cornice decorata e presenta motivi floreali multicolore.
Ottava cappella a sinistra, del Crocifisso, già di San Michele poi di San Giovanni Battista: altare con pala con Crocifisso in stucco policromo di scultore emiliano attivo agli inizi del XVI secolo; ai lati: la Madonna e San Giovanni, di pittore del secolo XIX.
Al centro dell’altare, si trova una scultura del Crocifisso, realizzata in stucco policromo all’inizio del XVI secolo. Il Crocifisso, che occupa la parte centrale dell’opera, è tratteggiato con grande realismo. Il corpo di Gesù è raffigurato in modo naturalistico, con i tratti del viso che esprimono una grande intensità, ma non vi è un’evidente espressione di dolore, piuttosto una sorta di serenità tragica, come se stesse accettando il suo destino. Il corpo di Cristo è avvolto nella sofferenza fisica, ma lo sguardo si concentra sulla sua missione di sacrificio, trasmettendo una profonda spiritualità. Ai lati del Crocifisso, troviamo due figure:
- La Madonna, a sinistra di Gesù, è raffigurata con lo sguardo rivolto verso di Lui, non segnata dal dolore, ma con un’espressione di silenziosa venerazione. Non mostra segni evidenti di sofferenza, ma piuttosto un atteggiamento di profonda contemplazione e partecipazione alla scena sacra. Le sue mani sono giunte in preghiera e la sua espressione è calma, segno della sua accettazione del sacrificio del figlio.
- San Giovanni Evangelista, a destra, con lo sguardo anch’esso rivolto verso Gesù, esprime un atteggiamento simile. Non è raffigurato nel suo dolore, ma piuttosto come un testimone devoto e silenzioso della Passione. La sua postura è quella di un uomo che contempla con amore e devozione l’atto supremo di Cristo. Le figure della Madonna e di San Giovanni sono entrambe realizzate nel XIX secolo, in un periodo successivo rispetto alla scultura del Crocifisso. Queste figure, pur appartenendo a un periodo differente, sono state integrate per amplificare il messaggio di fede e di devozione che l’altare trasmette. Il Crocifisso in stucco è policromo, con colori che enfatizzano i dettagli naturali del corpo di Cristo, in particolare nei tratti del viso e delle mani. La figura di Cristo sembra quasi emergere dal fondale, con un uso sapiente della luce e delle ombre. Le figure di Maria e Giovanni, pur non avendo espressioni segnate dal dolore, sono dipinte con tonalità che risaltano delicatamente sullo sfondo, contribuendo a creare una atmosfera di intima spiritualità e riflessione.

